SCRITTORE: - Venere, se tu dovessi scegliere, preferiresti fare voto di castità o di silenzio?
VENERE: - Ma che razza di domande!? Non lo sai che sono la Dea dell’amore? E quindi è ovvio che sceglierei di fare voto di silenzio.
SCRITTORE: - Così però non potresti più dire "ti amo" al tuo compagno…
VENERE: - Avrei a disposizione altri modi con cui dimostrarglielo!
SCRITTORE: - E se "silenzio" significasse anche non potere più scrivere?
VENERE: - Lo scrittore sei tu, mica io. La cosa non mi preoccuperebbe affatto.
SCRITTORE: - Ma se non potessi nè parlare nè scrivere, nessuno verrebbe mai a conoscenza del tuo nome. Nessuno saprebbe chi sei… nemmeno tu stessa. Mia cara, la parola è identità.