Questa poesia è stata segnalata dalla giuria del Primo Concorso di Poesia Giovanni Barra (edizione 2001) e successivamente pubblicata in un volume intitolato "Come fratelli" (AAVV, Alzani Editore, Pinerolo 2001, pag. 80), che raccoglie le poesie premiate e una selezione di quelle che più hanno colpito la sensibilità della giuria.



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Visualizza la poesia con breve commento, così come appare a pagina 31 dell'antologia



L'ELASTICO

A Roberto


Più abbiamo creduto di essere lontani

più la distanza tra noi si accorciava

ogni volta che schiudevamo le dita,

lasciando libere le estremità di quell'elastico

che ci univa e divideva al medesimo tempo.

Ai due capi dello stesso filo.

Sparati all'indietro come in un bungee jumping,

in un continuo rimbalzo e dondolio e vertigine.

Avremmo quasi potuto afferrarci le mani,

io dall'alto del ponte,

tu legato alla tua ragnatela di sogni,

sottile e preziosa, brillante di rugiada e sole.

Se solo avessimo voluto.

Ma non ce n'era bisogno: ci siamo lasciati andare,

abbiamo affrontato da soli questo salto

e ci siamo ritrovati sul fondo…

Qualche volta è necessario perdersi

per potersi poi tendere ancora la mano

ed essere di nuovo compagni di viaggio,

uno zaino di speranze tutto da riempire, insieme.




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