Questa poesia è stata segnalata dalla giuria del Primo Concorso di Poesia Giovanni Barra (edizione 2001) e successivamente pubblicata in un volume intitolato "Come fratelli" (AAVV, Alzani Editore, Pinerolo 2001, pag. 80), che raccoglie le poesie premiate e una selezione di quelle che più hanno colpito la sensibilità della giuria.
Più abbiamo creduto di essere lontani
più la distanza tra noi si accorciava
ogni volta che schiudevamo le dita,
lasciando libere le estremità di quell'elastico
che ci univa e divideva al medesimo tempo.
Ai due capi dello stesso filo.
Sparati all'indietro come in un bungee jumping,
in un continuo rimbalzo e dondolio e vertigine.
Avremmo quasi potuto afferrarci le mani,
io dall'alto del ponte,
tu legato alla tua ragnatela di sogni,
sottile e preziosa, brillante di rugiada e sole.
Se solo avessimo voluto.
Ma non ce n'era bisogno: ci siamo lasciati andare,
abbiamo affrontato da soli questo salto
e ci siamo ritrovati sul fondo…
Qualche volta è necessario perdersi
per potersi poi tendere ancora la mano
ed essere di nuovo compagni di viaggio,
uno zaino di speranze tutto da riempire, insieme.