LE STANZE DEL CUORE

Per tutti gli amici di Scritturafresca, e gli altri


Effettivamente mi viene da pensare che il mio cuore stia diventando un condominio.

Al piano terra abitano Elisa e Giancarlo, i miei genitori, la mia famiglia, di cui non vi dirò ora, perchè per gli affetti più profondi non esistono parole sufficienti a descriverli.

Al primo piano abita la Scrittura, quella meravigliosa ragazza dagli occhi di smeraldo e dai capelli di rame. E’ da sempre la mia amante. Ne sono follemente innamorata, sebbene sia donna. D’altra parte, come potrei non esserlo? Lei mi seduce, mi ubriaca, mi entra nelle ossa ogni giorno di più. C’è chi dice che sia una fata, e davvero credo che ci sia qualcosa di magico in questo incantesimo con cui mi tiene legata a sè (soprattutto considerando il fatto che di amanti ne ha moltissimi, non solo la sottoscritta). Fortuna che Giancarlo è un marito di larghe vedute, in questo senso. Non ne è geloso. Non ha mai preteso che rinunciassi a lei, nemmeno quando lo trascuro (ahimè, sempre più spesso) a causa sua, rifugiandomi nei suoi appartamenti, nel nostro nido d’amore, nella nostra alcova.

Ma è al secondo piano, l’attico di questa seppur bassa palazzina, questo luogo di prestigio tutto vetri e terrazze fiorite che si affacciano sul mare, dove vivete voi. Ci siete entrati, usciti, ritornati tante volte, e ora ne siete gli inquilini fissi, anzi no, i legittimi proprietari. Certo c’è qualche ragnatela qua e là, perdonatemi, ma sapete bene come sono pigra quando si tratta di pulizie. E poi il tempo a nostra disposizione è così prezioso che preferiamo trascorrerlo in mille maniere migliori, vero? Inoltre ho una gran paura che, insieme alla polvere, potrei spazzare via altro ciarpame che però è indispensabile per il corretto funzionamento della mia anima, che si nutre di ricordi.

Alessandra: sedersi sopra i libri di biologia sui gradini del Duomo, sotto una piggia torrenziale, la comune passione per lo spagnolo (la lingua, si intende!), le confidenze al telefono, sull’agenda, per lettera o attraverso qualsiasi altro mezzo capace di trasposrare le nostre parole…

Roberto: le passeggiate senza fine inseguendo il filo dei nostri pensieri, una pizza strappata con le mani e mangiata sul cofano di un’auto, il continuo perdersi e ritrovarsi…

Michele: le telefonate quando ero disperata e non volevo tornare al lavoro dopo la nascita di Elisa, quel "dacci oggi le nostre e-mail quotidiane", la tua fatica per convincermi che l’amicizia tra uomo e donna non è soltanto un bel sogno…

Eccovi qua, compagni di vita. Ma non siete soli: molti ospiti frequentano queste stanze. E allora trovo: le cene e i capodanni con Paolo e Nadia, con Cinzia e Fabio, i bigliettini scambiati con Milena alle medie, fingendo di essere i personaggi di "Lady Oscar", le sigle di "Heidi" e "Jeeg Robot" cantate a squarciagola fino alle due di notte insieme ai compagni delle elementari, con quattordici anni di più, le discussioni su Dio con Alessandro-Malino, Emilio e Arturo (ma il tuo vero nome non era Andrea?), le pazze estati in Inghilterra con Carmen, Yoshie, Pedro, Paco, Ken e Maureen (che ci ha lasciati, ma abita ancora qui)…

Capite ora perchè non mi va di fare le pulizie? Voglio che ogni cosa resti al suo posto per sempre.

E in questo appartamento, così grande che credo che il condominio stia assomigliando più che altro a una piramide rovesciata, c’è posto anche per voi, carissimi amici virtuali (ma non troppo) di Esseffe. Accomodatevi pure: svaccatevi sui divani del soggiorno, svuotate il frigorifero, cantate, ballate, fate l’amore con i vostri compagni/e, poi piazzate i vostri sacchi a pelo dove trovate un po’ di spazio e sogni doro a tutti. Insomma, divertitevi. Come se foste a casa vostra. Sarete sempre i benvenuti. Troverete le chiavi sotto lo zerbino.




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