Giada smise di interessarsi alla lezione su Leopardi e cominciò ad osservare i bambini che stavano giocando nel giardino della scuola materna, su cui si affacciava la finestra della V B. La mattina sembrava non finire più. Gli ultimi giorni che la separavano dalle vacanze natalizie erano interminabili, tra interrogazioni, compiti in classe e quella angosciante prof. di italiano che aveva cominciato a spaventare tutti con lo spauracchio degli esami di maturità. Uffa, brontolò tra sè e sè, ma se manca ancora un millennio! Proprio nel vero senso della parola: trentuno giorni al Duemila, un abisso temporal-psicologico tra l'adesso e ciò che sarebbe successo dopo il fatidico Capodanno. Non era ancora il momento di pensarci. Eppure la frenesia del nuovo millennio aveva cominciato a trascinare anche lei. Aveva comprato un paio di flûte di cristallo con la scritta 20002000200020002000 che si ripeteva lungo tutto il calice. Sperava di poter brindare con qualcuno di speciale, quella fine d'anno. Il Capodanno precedente era rimasta a casa con l'influenza. Tuttavia, questa volta, nessuno l'aveva ancora invitata. Guardò la sua compagna di banco, Sabrina, e si domandò se lei non avesse già organizzato qualcosa, visto che era sempre la prima a darsi da fare quando c'era qualche festeggiamento in vista. Magari semplicemente non voleva che lei partecipasse alla sua festa. Ma perchè mai avrebbe dovuto escluderla? Erano o non erano amiche?
Lorenzo era il suo ragazzo, nonchè compagno di classe di entrambe.
La ragazza si mise a scribacchiare su un foglio di quaderno, che poi ripiegò accuratamente e fece scivolare per terra, spingendolo con il piede, in direzione del banco di fianco al suo. Da lì il biglietto rifece la stessa strada, verso l'ultimo posto nell'angolo opposto della classe. Purtroppo anche l'insegnante si accorse di questi strani movimenti ed intercettò la missiva.
Alessandro non provò nemmeno a protestare e depositò il biglietto sulla cattedra, sperando con tutto il cuore che non vi fosse scritto nulla di compromettente, tipo dichiarazioni d'amore. Sapeva che la professoressa Marini si sarebbe prodotta in uno dei suoi show, leggendolo a voce alta, senza risparmiare agli alunni i suoi peggiori commenti e le sue dissertazioni sulla disciplina da tenere in classe.
Ma non riuscì ad aggiungere altro. Il foglio si autodistrusse tra le sue mani, in una strana magia che la privò di ogni prova del reato compiuto dai suoi alunni. Per alcuni momenti regnò il silenzio più assoluto, poi la professoressa si guardò intorno, quasi temesse di essere a sua volta polverizzata. Alla fine si sedette e riprese la lezione come se nulla fosse.
Sabrina rise in cuor suo. Il trucco aveva funzionato. Era sembrato tutto così vero e convincente! Almeno fino al nuovo secolo la Marini li avrebbe lasciati in pace.